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LA STORIA

130 anni | Abitare cooperativa sociale
130 anni | Abitare cooperativa sociale

Nel 1844, grazie a 28 lavoratori inglesi, nacque la prima Cooperativa nel mondo: la Società dei Probi Pionieri di Rochdale, fondata per “adottare provvedimenti per assicurare il benessere e migliorare le condizioni familiari e sociali dei Soci”.
In Italia la prima fu il Magazzino di Previdenza di Torino, una Cooperativa di Consumo, sorta nel 1854 per iniziativa dell’Associazione degli Operai. Due anni più tardi ad Altare (SV) nacque l’Artistica Vetraria, una Cooperativa di Lavoro.

Nel 1886, 100 delegati in rappresentanza di 248 società e di 70.000 Soci si riunirono in Congresso a Milano per dare vita alla Federazione Nazionale delle Cooperative, che nel 1893 diventò la Lega delle Cooperative.

Alla separazione del 1919, tra la cooperazione di ispirazione cattolica e quella laico-socialista con la nascita della Confederazione delle Cooperative Italiane, seguirono il fascismo, lo scioglimento della Lega e il tentativo di piegare la cooperazione a un modello economico corporativo. Ci fu la rinascita, nel dopoguerra, con l’articolo 45 della Costituzione Italiana “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La Legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.

ABITARE SOCIETÀ COOPERATIVA nasce nel 2011 quale frutto della fusione di tre storiche Cooperative a nord Milano (in seguito al loro formale scioglimento): Edificatrice di Niguarda -1894, Unione Operaia – 1903 e Edificatrice di Dergano – 1904. 

EDIFICATRICE DI NIGUARDA

La Società Edificatrice di Niguarda nacque ufficialmente il 4 marzo 1894. Davanti al notaio Carlo Bianchi di Milano si presentarono 39 Soci fondatori. Lo scopo della società, presente nell’art.2 dello Statuto, era “acquistare terreno e costruire case d’abitazione per i lavoratori ed in genere tutte le costruzioni rivolte al benessere e miglioramento della classe lavoratrice”.

Nel 1894 furono realizzati, da parte della Cooperativa, i primi 26 alloggi in via Ornato 7. I fondatori, per far fronte a un’amministrazione comunale contro il movimento cooperativo, decisero di conquistare un’autonomia in campo edilizio. Fin da subito l’Edificatrice adottò la formula della proprietà indivisa: al Socio veniva conferito il diritto di abitare un alloggio previo pagamento di un canone.
All’inizio del 900 vennero riportati a compimento due nuovi progetti edilizi: via Hermada 8 e l’ampliamento di via Ornato 7.

Nel ventennio fascista l’Edificatrice fu privata della propria anima solidaristica e democratica per essere sottoposta a un controllo esterno, ossia a una gestione burocratica e verticistica.
Un periodo in cui l’amministrazione fu affidata ad Anselmo Cattaneo che riuscì ad imprimere uno slancio costruttivo nell’arco di tre anni (1927 – 1930), realizzando un totale di 157 alloggi tra via Ornato 7 e via Hermada 14.
Nel dopoguerra l’Edificatrice iniziò a risentire del clima di fervore e di rinnovato ottimismo che il movimento cooperativo stava conoscendo. A fronte della crescente domanda di casa, si mise al lavoro facendo ricorso all’autofinanziamento.

Nel 1950 iniziarono grandi realizzazioni che diedero corso a una grande crescita. Vennero infatti realizzate nuove abitazioni in via Hermada 14, via Ornato 58, via Cicerone 17 e iniziò il progetto di via Val di Ledro 23, che si concluse nel 1962.
Tra il 1964 e il 1966 fu edificato il Quartiere in via Val d’Ossola 19 e quello di via Maestri del Lavoro 4 tra il 1967 e il 1969.
Gli anni 70, dopo i grandi risultati, si aprirono per l’Edificatrice una fase critica: l’aumento del prezzo delle aree e una forte imposizione fiscale.

Negli anni 80, oltre alle difficoltà economiche, si aggiunse la penuria delle aree edificabili: le nuove costruzioni furono infatti sui confini di Niguarda come via Empoli 9 e via Grassini 5. Negli stessi anni vennero consegnati i primi appartamenti in via Adriatico 30.
Nel 1994 fu portata a termine la ristrutturazione dello stabile interno a via Ornato 7 e nel 1998 fu inaugurato il nuovo complesso in via di Calboli 14, frutto di un recupero edilizio. Negli ultimi anni l’Edificatrice si basò sulla ristrutturazione e ammodernamento dei propri stabili, con la realizzazione di nuovi alloggi, come in via Ornato 7, via Hermada 14, via Cicerone 17, via Grazioli e via Palanzone.

Nel 2010 la Cooperativa si è sciolta per confluire nel 2011 in Abitare Società Cooperativa.

UNIONE OPERAIA

Domenica 19 aprile 1903, nella Casa Comunale di Affori, davanti a un notaio e due testimoni, 58 persone diedero origine alla Società Anonima Cooperativa denominata Unione Operaia. La motivazione che spinse questi uomini a costituire la Cooperativa emerge dall’Atto Costitutivo “acquistare del terreno in Affori e costruire una casa d’abitazione per Soci e non Soci e gestire la casa medesima”.

Il capitale iniziale della Società venne utilizzato per comprare lo stabile di via Zanoli 15, costituito solo dalla facciata interna per cui si iniziò fin da subito a valutare la possibilità di ampliarne la proprietà. Lavori approvati che si conclusero nel 1911.
Con l’arrivo della Prima Guerra Mondiale, nei verbali del 1914, si mostrò la grande solidarietà dei Soci di Affori: “si propone di sussidiare i Soci disoccupati con £5 cadauno”. Si mantennero tutte le attività sociali nei luoghi cooperativi. La fine della Guerra si tradusse però in difficoltà economiche e contrasti sociali e, nel 1921, ci furono i primi rincari degli affitti.

Nel 1920 il regime iniziò a farsi sentire anche presso la Cooperativa con la presenza, in occasione delle Assemblee, di estranei in veste di Sindaci effettivi appartenenti al Gruppo Rionale Fascista.
Nel 1932 si iniziarono differenti lavori per la manutenzione degli stabili. A livello politico però le intromissioni e i controlli del Partito Fascista diventarono sempre più frequenti, comportando differenti tensioni tra i Soci. Nello stesso anno fu acquistato uno stabile e il relativo terreno in via Zanoli 19, con la successiva realizzazione di nuovi alloggi nel 1933.
Nel 1935 la situazione finanziaria della Società si fece complessa, comportando un aumento dei canoni d’affitto. Gli anni della Seconda Guerra Mondiale furono complessi e culminarono in due bombardamenti, quelli del 14 agosto 1943 e del 10 settembre 1944, che comportarono la distruzione di alcuni alloggi di via Zanoli 15 e 19, fortunatamente senza alcuna vittima.

A Guerra conclusa si presentò la necessità di ricostruire alcuni edifici, così il Consiglio di Amministrazione chiese un’equa suddivisione delle spese generali. Nel 1955 si acquistò l’appezzamento di terreno sito in via Carli 34 e si realizzò un progetto edificatorio di circa 140 alloggi. L’anno successivo si ottenne il nulla osta dal Comune per la realizzazione di un ulteriore progetto sito in via Carli 41/4, oggi via Scherillo 4.
Nel 1963 si chiuse la delibera per l’acquisto di via Armellini 10, mentre nel 1964 si apre con la comunicazione del Comune per l’assegnazione di un terreno in via Comasina 87.

Nel 2010 la Cooperativa si è sciolta per confluire nel 2011 in Abitare Società Cooperativa.

EDIFICATRICE DERGANO

Il 15 maggio 1904 a cura del notaio Giuseppe Gabuzzi fu fondata la Società Case Operaie di Dergano, divenuta poi, dopo un ampio dibattito, nel 1905 Cooperativa Edificatrice di Dergano, a formula di proprietà indivisa, con lo scopo di “acquistare terreno e costruire case di abitazione per lavoratori ed in genere a tutto quanto è rivolto al benessere e al miglioramento della classe lavorativa”. Una Cooperativa che vanta nove interventi edificatrici su un complesso di sei edifici in quasi novant’anni di attività.

Nel 1904 fu costruito il primo stabile in via Conte Verde 17, che destò il desiderio e la successiva realizzazione nel settembre del 1912 di un nuovo progetto edificatorio in via Davanzati 28.
Nel 1914 le prime avvisaglie di crisi economica portarono alla liquidazione della società il 17 gennaio 1915.

Finalmente nel 1920 si riesce a consolidare la passività presso l’Istituto di Credito per le Cooperative, ma purtroppo il fallimento è ancora alle porte mostrando la necessità di “salvare” la Cooperativa attraverso una libera auto-tassazione dei Soci che avvenne tra il 1924 e il 1925.
Nel frattempo, mentre si consolidava lo stato patrimoniale, si presentò la minaccia del fascismo. Infatti il 29 luglio 1928 avvenne la fascistizzazione delle Cooperativa, in contrarietà dei Soci, con la modifica dell’art.11 “potrà essere espulso dalla Società quel Socio o Sodalizio che in qualsiasi modo recassero pregiudizio alla Società o che svolgano opera antinazionalista”.
Azione che non interruppe la volontà Cooperativista dei Soci. In questo periodo denso di avvenimenti socio-politici infatti al fianco dell’Edificatrice si misero molte Associazioni territoriali che, nonostante l’obbligo di trasferire la loro sede dai locali della Cooperativa presso l’amministrazione fascista, colsero sempre l’occasione di tener vivo lo spirito politico di sinistra. Il ventennio fascista non produsse alcuna innovazione, la tenace e costante disapprovazione della quasi totalità dei Soci alle delibere Consigliari del tempo costrinse gli amministratori a una passiva presenza e limitata funzione.

La lotta di liberazione aprì alla possibilità di ricostruire un Consiglio democratico e al risanamento statutario ed economico della Società. Nel 1953 si realizzò il Sopralzo, un complesso di 15 vani più servizi nell’area di Conte Verde e lo smantellamento del servizio di acqua potabile in comune con l’installazione di una rete di distribuzione singola in ogni abitazione.
Nel 1954, in occasione della celebrazione del cinquantenario della Cooperativa, venne descritta la creativa attività interrotta nella parentesi fascista e si ribadì la necessità di un maggior sostegno delle forze politiche di sinistra per realizzare lo scopo della Cooperativa.
La continua richiesta di appartamenti portò alla realizzazione nel 1958 di ulteriori 56 alloggi nell’area interna di via Davanzati 28. Nello stesso anno i Soci abitanti decisero di corredare le proprie abitazioni di un impianto di riscaldamento centralizzato. Nel 1961 fu completata la realizzazione dello stabile di via Abba 26 e nel 1962 quello di via G. di Vittorio 32 sito a Novate Milanese.
Nel 1970, a seguito di una lunga attesa delle concessioni comunali, terminò la realizzazione dello stabile in via Livigno 20.

Gli anni 80 furono segnati da differenti interventi di recupero e ammodernamento tecnologico, possibili grazie all’autofinanziamento e a concessioni comunali o regionali. Fu possibile concretizzare così la ristrutturazione di via Conte Verde 17 e di via Davanzati 28, opere che vennero completate nel 1982.

Nel 2010 la Cooperativa si è sciolta per confluire nel 2011 in Abitare Società Cooperativa.