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Una comunità energetica solidale

Una recente legge, che recepisce una direttiva europea, ha istituito le comunità energetiche, organizzazioni di soggetti che si uniscono per gestire e condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Secondo la legislazione italiana, una comunità energetica può essere costituita da una varietà di attori, come consumatori, produttori di energia rinnovabile, enti locali e altre organizzazioni del territorio. Tali attori si uniscono volontariamente per condividere l’energia prodotta localmente, promuovere l’efficienza energetica e favorire la transizione verso un sistema energetico sostenibile.

La comunità infatti mira a non sovraccaricare le reti di distribuzione, ma a favorire il più possibile la produzione e il consumo contestuali e ad opera di soggetti molto vicini tra loro. Il contesto urbano, grazie all’ampia disponibilità dei tetti su cu collocare i pannelli fotovoltaici, si presta molto bene a questo tipo di attività. Per questo motivo Abitare Società Cooperativa si è attivata, già da qualche mese, per coinvolgere il Comune di Milano, con il quale è stato convenuto di creare una comunità energetica di tipo solidale, i cui proventi non saranno rivolti agli utenti, ma al territorio. Ma come funziona una comunità energetica?
Immaginiamo che un produttore di energia elettrica attraverso i propri pannelli fotovoltaici si accordi con un consumatore e insieme costituisca una comunità energetica. Il produttore venderà in rete a prezzo di mercato l’energia elettrica che non consumerà in proprio, mentre il consumatore attiverà un normale contratto di acquisto dell’energia elettrica dal proprio gestore, acquistandola quindi a un prezzo di mercato.

Tuttavia il semplice fatto che entrambi partecipino alla comunità energetica darà il diritto a quest’ultima di percepire un incentivo pubblico per tutta la quantità di energia che viene versata dal produttore e consumata dal consumatore. Questo incentivo, dopo aver pagato i costi gestionali della comunità, la manutenzione e l’ammortamento dei pannelli fotovoltaici, resta a disposizione. L’idea della nostra Cooperativa e del Comune di Milano è invece sempre quella di mettere a disposizione questi fondi per qualche progetto di quartiere da individuare anno per anno.

Forti di questa visione abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere un altro grande soggetto pubblico, il Politecnico di Milano che, nel nostro ambito, metterà a disposizione i tetti del polo universitario della Bovisa. In questo modo la nostra comunità energetica potrà disporre di una grande capacità produttiva verde da mettere a disposizione degli utenti. Proprio in queste settimane congiuntamente al Politecnico e al Comune abbiamo partecipato a un bando di finanziamento promosso da Regione Lombardia.
Nel convegno di maggio 2023 realizzato dal Politecnico e da Abitare Società Cooperativa, il Comune ha preannunciato che tutti insieme potremo mettere a fattor comune più di 1MW di potenza elettrica, capace di riversare in rete circa un terzo della propria produzione. L’incentivo generato potrebbe essere nell’ordine di 50 mila euro all’anno che costituisce una somma di grande importanza se dedicata a progetti di sviluppo del territorio.

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